Le ricchezze sono opera del demonio Verifica
Vi furono nella Chiesa medievale posizioni di radicale e netta condanna delle ricchezze, e quindi di tutti coloro che, come gli usurai e i mercanti, con la loro attività erano dediti al maneggio del denaro.

Certamente le ricchezze provengono dal demonio, per alcuni aspetti, per altri no: poiché egli non è padrone di darle a chi vuole se non quando gli è concesso da Dio; ma diciamo che provengono dal demonio, in quanto egli le amministra con il permesso di Dio. Diciamo ancora che provengono da lui per questo motivo: cioè che Dio non le dà ai propri figli destinati a godere la felicità del paradiso, ma le dà agli altri (i cattivi). [...]
Disse ancora Cristo che le ricchezze sono frutto di ingiustizia, e ciò è vero per una o entrambe le ragioni che vi dirò: o perché sono acquistati con ingiustizia e peccato, o perché la causa del loro acquisto è l'ingiustizia e il peccato.
Le ricchezze sono acquistate con ingiustizia e peccato quando sono accumulate con l'usura e il furto, o con la rapina o appropriazione indebita o in altri modi illeciti, per cui esse non appartengono a chi se le procura e perciò egli non le può spendere. Le ricchezze per cui la causa dell'acquisto è l'ingiustizia e il peccato sono quelle che accumulano i mercanti, i quali non fanno usura né quelle cose dette sopra, ma, quando vendono il tessuto, quante bugie dicono, quanti spergiuri fanno, quante falsità adoperano? [...]
Poiché le ricchezze o sono ingiuste o provengono da ingiustizia, per questo sono tutte considerate ingiuste.
(frà Giordano da Rivalto, Prediche)