| Il Purgatorio e i debiti del mercante | |||||
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Così ragionavano, e non senza qualche
ragione, i teologi e predicatori nel Medioevo. Ma la società mercantile
aveva bisogno di denaro, di molto denaro, e il mercante di fronte ad un
affare, lecito o illecito, che comunque gli consentisse di guadagnare molto
denaro, non esitava a ricorrere all'opera dei "prestatori di denaro
ad interesse". Questa funzione, lasciata o addirittura imposta a quella
categoria di uomini che già di per sé la cristianità
medioevale considerava dannata, ossia gli ebrei, a un certo punto, grosso
modo dal XIV secolo, fu istituzionalizzata e nacquero le banche. Mercanti e banchieri erano uomini necessari alla società umana e, allora, la Chiesa attenuò la condanna e modificò i pregiudizi nei loro confronti. Restava però il fatto che la loro attività era continuamente esposta al peccato, meno grave per il mercante più grave per l'usuraio-banchiere. E d'altra parte non era giusto che l'uomo povero e onesto avessero nell'aldilà lo stesso trattamento di chi peccando si era arricchito. Nell'aldilà due sole possibilità erano previste: premio o castigo, paradiso o inferno. La teoria del purgatorio che da tempo era stata elaborata dei teologi, fornì una soluzione ragionevole al problema della salvezza di chi con i peccati più o meno gravi commessi nella sua attività quotidiana, si presentava, al giudizio di Dio, pentito, ma con un "saldo" tra i debiti accumulati con i suoi peccati e i meriti acquisiti con le opere buone a suo sfavore. Un periodo in purgatorio più o meno lungo avrebbe consentito di "scontare i debiti" nei confronti di Dio, dopo di che avrebbe raggiunto il paradiso. È particolarmente significativo che i teologi parlino del purgatorio ricorrendo sovente a metafore tratte dal modello finanziario: "debiti e crediti" spirituali "accumulati" hanno come effetto, nel "dare e avere" rispetto alla giustizia divina, aumento o "sconto" di pene nel purgatorio. Il mercante e l'usuraio-banchiere quindi si possono salvare se, pentiti, restituiscono ciò che hanno ottenuto con la frode o "contro natura" e scontano un adeguato periodo di pene nel purgatorio. |
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