La moneta è stata inventata per gli scambi; il suo uso naturale e primo è dunque di essere utilizzata e spesa per gli scambi. Pertanto è in sé ingiusto ricevere un prezzo per l’uso del denaro prestato; è in ciò che consiste l’usura”.
Chi scrive queste parole è Tommaso d’Aquino, santo appartenente all’ordine domenicano e massimo teologo cristiano, vissuto tra 1225 e il 1274: come tale quindi esprime il pensiero ufficiale della chiesa cattolica medioevale che condanna l’usura, ossia ogni forma di prestito del denaro con interesse, come uno dei peggiori peccati dal quale è praticamente impossibile redimersi. Questo perché l'usuraio sfrutta a suo favore il tempo che è dato da Dio agli uomini per compiere opere buone ai fini della vita eterna: tempo e denaro quindi appaiono come elementi inconciliabili e tali che finiscono per corrompersi a vicenda.
Oggi viviamo in una società la cui economia è completamente dominata dal denaro e dalle speculazioni su di esso costruite, in funzione del tempo che intercorre tra un investimento finanziario e il suo realizzo: “il tempo è denaro” costituisce il motto di questa società.
Come è avvenuto un così radicale capovolgimento di valori?