La carta di Mercatore
Nel 1569 il trentaduenne Mercatore, fuggito dalle Fiandre perché condannato a morte come eretico e stabilitosi in Germania, costruì in modo semplice ma ingegnoso la carta terrestre che per quattro secoli, cioè fino agli anni settanta e ottanta del Novecento, sarà alla base dell'immagine del mondo.
La carta di Mercatore riconosceva la forma sferica della terra, tracciava quelle linee che aiutavano i naviganti a trovare la rotta, applicando la proiezione delle "crescenti latitudini" del mappamondo. Per la prima volta usava il nome di "America" sia per il nord che per il sud America, nome che da allora si sostituì definitivamente a quello di "Indie". La sua carta geografica ingigantiva però le dimensioni dei paesi europei: così il Sud America appare più piccolo dell'Europa, mentre in realtà è grande più del doppio; l'Alaska sembra essere minore del Messico; il Nord America sembra più grande dell'Africa; la Scandinavia più grande dell'India. Particolarmente evidente è la deformazione se confrontiamo l'Arabia con la Groenlandia: quest'ultima appare molto più grande della prima mentre, in realtà, è molto più piccola. E se su questa carta tracciamo l'Equatore (che, come sappiamo, divide il globo in due parti uguali) è chiaro che qui i due terzi della superficie sono utilizzati per rappresentare la parte settentrionale, mentre la parte meridionale viene sacrificata in un terzo della superficie disponibile ( Img. 4). L'Europa resta nel centro ottico della mappa.

Img. 4 - Il planisfero di Mercatore
Img. 5 - La rappresentazione iconografica del mondo

precedente   successiva