Sulla strada della parità: la legislazione

Sulla strada della parità si è però verificato uno sfasamento tra l'ambito pubblico e quello privato. L'autorità maschile sulle donne si è infatti ritirata molto prima nella sfera pubblica che in quella privata. Se ci soffermiamo in particolare sul caso italiano, osserviamo per esempio che l'effettiva parità giuridica tra uomo e donna è una conquista passata attraverso due tappe fondamentali, distanti quasi trent'anni l'una dall'altra: la prima è costituita dall'articolo 3 della Costituzione repubblicana, insieme alla conquista del suffragio universale; la seconda tappa è costituita dal Nuovo diritto di famiglia (1975) ( Doc. 33), che eliminò ogni gerarchia e ogni diritto di superiorità dell'uomo anche all'interno della famiglia. Altre tappe giuridiche importanti nel processo di emancipazione femminile del dopoguerra furono la legge del 1963, che aprì alle donne l'accesso a tutte le professioni, compresa la magistratura; quella del 1970 che rese legalmente possibile il divorzio (confermata dal referendum del 1974); le diverse leggi che dal 1971 al 1977, richiamandosi all'articolo 37 della Costituzione, normalizzarono la tutela della maternità ( Doc. 34); quella del 1978 che permise, in particolari circostanze, di interrompere volontariamente la gravidanza nelle strutture sanitarie pubbliche (confermata dal referendum del 1981) ( Doc. 35); le leggi del 1991, che definì ambiti e strumenti per fornire "pari opportunità" a tutti i cittadini, e del 1996, che proclamò la violenza sessuale un reato contro la persona e inasprì le pene per questo reato.

Doc. 33 Aa. Vv., Un commento sul nuovo diritto di famiglia
Doc. 34 Aa. Vv., La tutela della maternità delle donne lavoratrici: legislazione

Doc. 35 Aa. Vv., La legge sull'interruzione di gravidanza in Italia

   
precedente   successiva