Le conquiste delle donne italiane
In Italia le lotte per l'emancipazione femminile furono guidate a fine Ottocento da figure come quella di Anna Maria Mozzoni (1837-1920), dapprima mazziniana e poi socialista, e della socialista Anna Kuliscioff (1857-1925). Il quadro sociale italiano era complessivamente molto arretrato, anche per il forte influsso conservatore della chiesa cattolica: basti pensare che alle donne venivano sconsigliate le attività fuori casa, le letture libere, l'istruzione superiore e universitaria. Tra le principali conquiste del movimento femminista italiano ci furono, nel 1908, l'istituzione del primo Congresso delle donne italiane e, nel 1919, l'ottenimento dell'emancipazione giuridica, con l'ampliamento delle funzioni di tutela, il riconoscimento della facoltà commerciale e l'abolizione dell'obbligo dell'autorizzazione maritale sia sulla gestione dei propri beni sia per rendere testimonianza in giudizio. Nel 1922 le donne italiane ottennero il diritto di voto alle elezioni amministrative, anche se il fascismo abolì poi le elezioni. Solo nel 1945 si ottenne il suffragio universale attivo maschile e femminile e nel 1946 anche quello passivo ( Doc. 19).
Doc. 19 R. Finzi, M. Bartolotti, La lunga battaglia delle suffragette
   
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