FONTE
Rudyard Kipling - "Il fardello dell'uomo bianco"

Le ragioni economiche comparvero raramente nei discorsi e nelle prese di posizione di quegli uomini politici, di quegli intellettuali e di quegli imprenditori che furono fautori dell'espansionismo coloniale. Tra le motivazioni più comuni addotte presso l'opinione pubblica a sostegno dell'imperialismo, un ruolo centrale assunse l'ideologia della "missione civilizzatrice" che competeva alle nazioni sviluppate e di razza bianca nei confronti dei cosiddetti "selvaggi". La divulgazione di questi valori vide l'intervento di numerosi intellettuali, che, attraverso opere letterarie di vario genere, diffusero l'idea che all'Europa fosse assegnato il compito storico di civilizzare i nuovi "barbari" dell'Asia e dell'Africa. Quest'idea trovava giustificazioni non nella religione cristiana, come era accaduto quattro secoli prima per la conquista ispanica delle Americhe, quanto piuttosto nel benessere e nel progresso civile procurati dallo sviluppo economico di cui avevano goduto i paesi industriali.
Lo scrittore inglese Rudyard Kipling (1865-1936), autore di romanzi come Il libro della giungla (1894) o Kim (1901), costituì il prototipo di questo intellettuale militante. Egli era convinto che la storia avesse affidato all'Inghilterra la missione di espandersi, di conquistare nuove terre e altri popoli, in virtù della sua superiorità - culturale e razziale - sulle altre nazioni. Inoltre egli espresse la convinzione, largamente condivisa, che l'impero conquistatore delle colonie realizzasse un ideale morale e un compito formativo; vide nel colonizzatore non l'eroe isolato, ma il membro integrato di una comunità che si muoveva compatta a procurare lavoro, a portare benessere, a costruire strade, ponti, officine, inducendo in questo modo sentimenti probi e virtuosi là dove arrivava.
Un esempio significativo di questa ideologia è la poesia The white man's burden (Il fardello dell'uomo bianco), scritta nel 1899 in occasione della guerra ispano-americana e dell'occupazione delle Filippine da parte degli Stati Uniti. Se l'espressione "il fardello dell'uomo bianco" con il passare del tempo divenne celebre, indicativa per antonomasia della convinzione che l'imperialismo portasse la civiltà ai popoli "non civilizzati", la lettura di questa poesia ne spiega bene la ragione, offrendo l'immagine che dà del colonizzatore bianco come di un benefattore dell'umanità, carico di responsabilità storiche, generoso distributore delle acquisizioni della sua patria, e ripagato per contro con la moneta dell'ingratitudine e della ribellione che egli stoicamente deve accettare come mali necessari. Tutto il discorso svolto nella poesia si rivolge agli americani, colonizzatori recenti, ai quali l'esperienza inglese può insegnare a non scoraggiarsi per le difficoltà e gli scarsi riconoscimenti che la loro opera incontra.

Raccogli il fardello dell'Uomo Bianco -
Disperdi il fiore della tua progenie -
Obbliga i tuoi figli all'esilio
Per servire le necessità dei tuoi prigionieri;
Per vegliare pesantemente bardati
Su gente inquieta e selvaggia -
Popoli da poco sottomessi, riottosi,
Metà demoni e metà bambini.
Raccogli il fardello dell'Uomo Bianco -
Nella capacità di attendere,
Di non ostentare la minaccia del terrore
E di reprimere l'orgoglio;
Per dirla apertamente,
Cento occasioni lo hanno dimostrato
Di perseguire l'altrui profitto,
E lavorare per l'altrui guadagno.
Raccogli il fardello dell'Uomo Bianco -
Le guerre feroci del tempo di pace -
Riempi la bocca degli affamati
E prometti la fine delle malattie;
E quando il tuo traguardo è più vicino
Il fine per altri cercato,
Osserva la Pigrizia e la Follia pagana
Annientare la tua speranza.
Raccogli il fardello dell'Uomo Bianco -
Nessuna vistosa autorità regale,
Ma lavoro di servo e di spazzino -
Il racconto di cose banali.
I porti in cui non entrerai
Le strade che non percorrerai
Le costruirai con la tua vita,
E le contrassegnerai con la tua morte.
Raccogli il fardello dell'Uomo Bianco -
E ricevi la sua antica ricompensa:
Il biasimo di coloro che fai progredire,
L'odio di coloro su cui vigili -
Il pianto delle moltitudini che indirizzi

(Ah, lentamente?) verso la luce: -
"Perché ci hai strappato alla schiavitù,
La nostra dolce notte Egiziana?"
Raccogli il fardello dell'Uomo Bianco -
Non osare piegarti a meno -
E non invocare troppo forte la Libertà
Per nascondere la tua prostrazione;
Per quanto tu gridi o sussurri
Per quanto tu faccia a meno,
I popoli silenziosi, astiosi
Soppeseranno te e i tuoi Dei.
Raccogli il fardello dell'Uomo Bianco -
Avere avuto a che fare con giorni immaturi -
L'alloro offerto alla leggera,
Il facile premio, concesso di buon grado.
Viene ora, per trovare la tua essenza umana
Attraverso tutti gli anni ingrati,
Rigidamente delimitati da una saggezza
acquistata a caro prezzo,
Il giudizio dei tuoi pari?

(in Rudyard Kipling's Verse. Definitive Edition, Hodder and Stoughton, 1966)