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struttura
In ambito sociologico è diffuso un uso abbastanza generico di questo termine:
a seconda del contesto serve a mettere in rilievo la differenza tra elementi
stabili e elementi variabili di un sistema, o tra elementi essenziali
e secondari, o ancora sta a indicare la distribuzione statistica di qualche
caratteristica di una popolazione (quando per esempio si parla di struttura
di età o di struttura occupazionale). Da un punto di vista teorico, il
concetto di struttura assume rilievo soprattutto nella spiegazione delle
modalità di riproduzione dei sistemi sociali. Il senso dell'azione
sociale si costituisce entro l'orizzonte di aspettative di un agire successivo:
non potrebbe infatti esservi azione capace di connettersi ad altre senza
anticipazioni relativamente stabili nel tempo sul comportamento proprio
e altrui. Queste strutture di aspettative sono tuttavia coinvolte nella
produzione e riproduzione dell'agire sociale con una modalità contemporaneamente
vincolante e abilitante, ma non determinante. Appaiono quindi riduttive,
perché incapaci di tener conto dell'autonomia dell'attore, quelle impostazioni
teoriche che, sotto l'influenza dello strutturalismo o del marxismo, fanno
delle strutture oggetto unico o privilegiato di analisi sociologica.
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