società industriale

Espressione usata a lungo nelle scienze sociali per indicare le società emerse dalla rivoluzione industriale e caratterizzate dall'impiego delle macchine per la produzione di beni su larga scala. In questo senso il suo significato non si discostava molto da quello di società capitalista o borghese, come definita nelle opere di K. Marx e di W. Sombart. Nel ventesimo secolo, quando anche i paesi socialisti si vennero industrializzando, il concetto di società industriale tese ad assumere connotati più neutrali, con un'attenzione decrescente ai rapporti di potere, alle strutture proprietarie e alle modalità dell'accumulazione. Benché critica, la teoria di una convergenza delle società capitaliste e socialiste verso un tipo comune di società industriale tese progressivamente ad affermarsi, anche per l'oggettiva omologazione della tecnologia e dell'organizzazione del lavoro nelle due società. Il declino delle ideologie e il crollo dell'impero sovietico hanno rafforzato un uso di questa espressione relativamente indifferenziato, a indicare quelle società dove il settore industriale è dominante, per quantità di occupati o nella produzione del reddito nazionale, rispetto agli altri due settori. Minore attenzione, invece, viene dedicata ad altri aspetti non meno importanti quali l'organizzazione sociale, i modelli culturali, le relazioni sociali e le forme istituzionali, che sembrano evidentemente sottrarsi all'influenza del carattere industriale della società.