sionismo

Ideologia che propugnò e sostenne la costituzione dello stato ebraico. Il termine (da Sion, collina di Gerusalemme) fu coniato da Nathan Birnbaum nel 1890 per designare la creazione di un'organizzazione partitica che si distinguesse dalle organizzazioni di tipo filantropico molto attive fino a quell'epoca. Si usa distinguere il sionismo in religioso, culturale e politico. Studi sul sionismo religioso, noto come hibbat Zion (amore di Sion) furono fatti da N. Sokolow (Hibbath Zion, 1935). Sokolow è noto soprattutto per aver scritto la prima monumentale opera sul sionismo (History of Zionism 1600-1918, 1919), in cui questo movimento viene visto come caratterizzato dall'attaccamento degli ebrei per Eres Israel e favorito nel suo farsi realtà politica dall'apporto di quelle personalità inglesi che per secoli predicarono il ritorno degli ebrei nella Terra promessa, aprendo in tal modo la strada alla dichiarazione di Balfour. Per Ahad Ha-Am, il creatore del sionismo culturale, Eres Israel doveva essere considerato un centro spirituale da cui lo spirito dell'ebraismo si sarebbe irradiato alla circonferenza più grande, e dunque a tutte le comunità della diaspora (L. Simon,Ahad Ha-Am, The Lover of Zion, 1961; E. Trevisan Semi, "La verità da Eres Israel" di Ahad Ha-Am, 1977). Nella celebre autobiografia di C. Weizmann (Trial and Error, 1948) venivano ripercorse tutte le tappe del sionismo politico, dalla pubblicazione del saggio di T. Herzl (Der Judenstaat, 1896; Lo stato ebraico) all'organizzazione dei primi congressi sionisti (il primo a Basilea nel 1897) fino alla creazione dello Stato d'Israele. In essa veniva rappresentato il sionismo "sintetico", quello che si prefiggeva di realizzare Weizmann: affiancare il lavoro materiale e concreto svolto dagli ebrei in Palestina alla creazione di importanti istituzioni culturali che sarebbero dovute sorgere per iniziativa degli stessi ebrei, lavoratori nel paese. Su Herzl, il fautore del moderno sionismo, scrisse esaurientemente A. Elon, che presentò un'immagine del sionismo come rottura con la tradizione ebraica. Uno studio della dichiarazione di Balfour fu fatto da L. Stein (The Balfour Declaration, 1950). Un'analisi del sionismo di tipo marxista fu condotta da N. Weinstock (Le sionisme contre Israel, 1970). Gli studi recenti sul sionismo di W. Laqueur e di D. Vital hanno rappresentato il sionismo come l'ideologia di una minoranza. Un collegamento tra la creazione del kibbutz come fondazione legata all'ideologia elaborata dai fautori del movimento sionista e il sionismo è stata compiuta da L. Cremonesi (Le origini del sionismo e la nascita del kibbutz 1881-1920, 1985).

E. Trevisan Semi