SINDACALISMO


sindacalismo

Gli studi sulla storia dei sindacati si intrecciano con quelli sul movimento operaio e sul socialismo soprattutto per quanto riguarda il periodo delle origini, in cui le funzioni di reciproco aiuto e assistenza convivevano con quelle di difesa sul piano salariale e normativo. Nella ricostruzione storiografica delle fasi successive le definizioni teoriche del ruolo dei sindacati operano con valore discriminante. Le diverse storiografie nazionali hanno pertanto messo a punto ricostruzioni della storia dei sindacati nei diversi paesi che riflettono non solo l'ispirazione politico-ideologica degli autori, ma anche la funzione specifica che nei vari paesi le organizzazioni sindacali hanno svolto. Nel paese che per primo ha dato vita a organizzazioni sindacali, l'Inghilterra, la storiografia ha registrato e discusso (anche in termini di polemica culturale), sulla traccia dei lavori dei coniugi Webb, l'adeguamento delle organizzazioni dei lavoratori al sistema sociopolitico esistente e la loro funzione di difesa degli aderenti nel quadro delle compatibilità del sistema. Nell'Europa continentale viceversa il carattere delle organizzazioni sindacali ha sollecitato studi indirizzati ampiamente agli aspetti ideologico-politici, con particolare riferimento alla funzione del marxismo, dell'anarco sindacalismo e del sindacalismo rivoluzionario, del sindacalismo cristiano nelle sue varie manifestazioni e infine al ruolo dei sindacati nei regimi nazifascisti tra le due guerre mondiali. Dopo la seconda guerra mondiale, nel quadro di una crescente attenzione della storiografia agli aspetti economici e successivamente a quelli della società e della cultura, lo studio dei sindacati si arricchì di riferimenti crescenti all'andamento delle economie, alle classi popolari o "subalterne", alle loro condizioni materiali e alle loro culture. Ne sono esempi ormai classici in Inghilterra gli studi di E.J.E. Hobsbawm e di E.P. Thompson (per una storia più istituzionale si veda il lavoro di H. Pelling); grande influenza hanno in Francia quelli di M. Reberioux e di M. Perrot, in Germania l'opera di H.U. Wehler, in Italia le ricerche di I. Barbadoro, G. Procacci e S. Merli. Per questa strada tuttavia la storia del sindacato sembra tornare a confluire in quella più generale del movimento operaio e delle classi lavoratrici e su questi temi il dibattito è tuttora aperto, anche perché, soprattutto per le fasi più recenti, la storiografia ha bisogno di confrontarsi con le ricerche di natura sociologica e giuridica, più sensibili agli aspetti istituzionali. Natura peculiare ha infine la storiografia sul sindacalismo negli Stati uniti d'America, in quanto i caratteri del movimento sindacale e del conflitto industriale hanno là impegnato gli storici in un dibattito che presenta diversi punti di contatto con quelli sull' eccezionalismo e sul socialismo. Nei primi decenni del XX secolo la scuola del Wisconsin ricostruiva la storia del sindacalismo di mestiere confluito nella American Federation of Labor ed elevava tale esperienza a vero e proprio modello teorico di un sindacalismo pragmatico, contrattualista e apolitico. Esso veniva presentato, in particolare da S. Perlman, come un efficace strumento di negoziazione salariale elaborato dai lavoratori americani, in alternativa all'utopismo socialista di matrice intellettuale ed europea. Questa interpretazione era sottoposta a una crescente critica a partire dagli anni Sessanta, quando una nuova, approfondita ricerca storiografica riscopriva e affermava la molteplicità, anche politica e sindacale, dell'esperienza della classe operaia americana che non poteva essere limitata a quel modello. Negli anni Ottanta, poi, studiosi come N. Lichtenstein e M. Goldfield hanno ricollegato il rapido declino del sindacalismo americano proprio ad alcune delle caratteristiche istitutive del sindacalismo contrattualista.

L. Ganapini, F. Romero