Restaurazione

Periodo della storia europea che va dalla fine del regime napoleonico all'abdicazione del re di Francia Carlo X di Borbone (W. Maturi, Restaurazione, in Enciclopedia Treccani, 1949). Pur trattandosi di due avvenimenti che riguardano in modo specifico la storia di Francia, quei fatti ebbero echi e ripercussioni su tutta la cultura e l'opinione pubblica europea e causarono, direttamente o indirettamente, mutamenti territoriali e istituzionali tali che l'estensione di quella definizione a tutto il continente risulta ampiamente giustificata e come tale è stata utilizzata da gran parte degli storici del periodo (J. Droz, De la Restauration à la Révolution 1815-1848, 1970; E.J.E. Hobsbawm, Le rivoluzioni borghesi 1789-1848, 1962, ed. it. 1963). Le interpretazioni storiografiche più recenti mettono in discussione l'uso del termine restaurazione, nel significato proprio di restituzione di una fisionomia simile a quella che l'oggetto aveva in origine, per preferirgli quello di ristrutturazione, cioè di utilizzazione di quanto del passato è ancora conservabile, adattandolo alle esigenze della vita moderna (N. Nada, La restaurazione in Europa, 1986). Di fatto la Restaurazione, come si verificò in Europa dopo il 1815 attraverso i vari trattati internazionali e principalmente con il Congresso di Vienna, fu solo in parte una restaurazione e più spesso una ristrutturazione sia per quanto riguarda la configurazione territoriale dei singoli stati, sia per quanto concerne le loro istituzioni interne. Gli storici sono concordi nel considerare chiuso il periodo della Restaurazione nel 1830, in quanto gli eventi accaduti in quell'anno in Francia segnarono il definitivo annientamento del potere aristocratico e la rottura del sistema internazionale creato dal Congresso di Vienna e apriro no a un nuovo periodo, a un'epoca in cui, tramontato il principio della legittimità, si affermava quello delle nazionalità (F. Ponteil, L'éveil des nationalités et le mouvement liberal, 1981).

STORIA DELLA CULTURA. Dal punto di vista storiografico comunque, come ha sottolineato G. Rudé (Debate en Europe 1815-1850, 1972), profondamente carente è il dibattito sul periodo 1815-1850 nel suo complesso. Di quel periodo infatti si sono studiati separatamente vari aspetti e la molteplicità dei momenti e dei fatti storici che vi si sono accavallati ha reso praticamente impossibile seguirne adeguatamente i vari filoni. Lo studio degli anni della Restaurazione inoltre è stato fortemente condizionato dall'imporsi e dal prevalere nel campo della ricerca di diverse scuole storiografiche. Immediatamente dopo la seconda guerra mondiale vi fu una diffusione di studi relativi ai problemi economici e sociali e in quell'ambito non trovava spazio l'età della Restaurazione. La ripresa, in anni successivi, di un forte interesse per la storia delle vicende politiche e per i problemi politico-culturali ha contribuito anche al riaccendersi dell'interesse degli storici per quel periodo, con particolare riguardo ai legami tra la politica, la cultura e l'ideologia, da un lato, e gli sviluppi economici e sociali, dall'altro (T. Kemp, L'industrializzazione in Europa nell'Ottocento, 1969, ed. it. 1975). Così gli studiosi che si occupano di storia del pensiero economico contemporaneo hanno nuovamente rivolto l'attenzione ai maggiori scrittori e pensatori di quell'epoca; ugualmente è ripreso l'interesse per i grandi teorici del liberalismo e del liberismo e sono fioriti anche nuovi e significativi lavori sul pensiero cattolico conservatore e sul pensiero socialista delle origini (J.J. Chevallier, Le grandi opere del pensiero politico, ed. it. 1968). Altro aspetto particolarmente indagato della storia di quell'epoca è quello dei movimenti nazionali-romantici (J. Plumyère, Le Nazioni romantiche. Storia del nazionalismo nel XIX secolo, 1979, ed. it. 1982). Un notevole contributo in proposito hanno arrecato gli storici dei paesi dell'est europeo trasferitisi in occidente e negli Stati uniti; ma anche ricercatori che sono rimasti nei loro paesi e che hanno rivolto le loro ricerche in modo particolare ai collegamenti tra movimenti nazionali-romantici e alla situazione sociale dei singoli paesi. Nell'Europa occidentale il lungo e contrastato cammino verso un superamento degli stati nazionali attraverso la realizzazione, da un lato, di una più vasta comunità politica e dall'altro di un più articolato autonomismo regionale, ha stimolato gli storici a tornare a riflettere sulla storia di questi stati nazionali, sul loro formarsi e consolidarsi lungo il secolo XIX e sulla funzione che essi allora svolsero. Se l'osservazione è stata inizialmente rivolta ai decenni successivi ai grandi processi storici che portarono all'unificazione tedesca e italiana, successivamente sono apparsi studi significativi in-torno alle vicende interne e ai dibattiti politico-culturali che prepararono quei processi.

INIZIO DELL'ETÀ CONTEMPORANEA. L'età della Restaurazione segna anche, per una consolidata tradizione, l'inizio dell'età contemporanea. È questa una scelta operata nella seconda metà del secolo scorso dalla storiografia tedesca e da quella italiana, le quali videro negli aumenti territoriali allora ottenuti dalla Prussia e dal Regno di Sardegna l'avvio di quel processo di unificazione che si realizzò nella seconda metà del secolo. Questa scelta è determinata anche dall'importanza che allora gli studiosi attribuivano alla storia politico-diplomatica, ai rapporti di forza fra le varie potenze, allo sviluppo territoriale dei singoli stati. Il criterio allora adottato continua a sopravvivere, anche se a lungo si è discusso se far cominciare l'età contemporanea dal 1870 o dal primo conflitto mondiale (G. Barraclough, Guida alla storia contemporanea, 1964, ed. it. 1971). In realtà è negli anni che precedono la Restaurazione, nei mutamenti provocati dalla Rivoluzione francese e dall'impero napoleonico, che si deve guardare come a un punto di partenza obbligato per chi vuole studiare e comprendere la storia della civiltà occidentale contemporanea (N. Nada, Le costituzioni italiane dal 1796 al 1815, 1981).

• C.W. Crawley (a c. di), Le guerre napoleoniche e la Restaurazione 1793-1830, Garzanti, Milano 1969; J. Godechot, L'epoca delle rivoluzioni 1770-1848, Utet, Torino 1969; C.H. Church, Europe in 1830. Revolution and Political Change, Allen and Unwin, Boston, 1983.

F. Tarozzi