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potere
In ambito politico e sociale, il potere può essere inteso come la capacità di un soggetto A di influenzare, in modo diretto o indiretto, il corso di azioni del soggetto B, data una determinata sfera di relazioni significative tra A e B. Si tratta, dunque, di una relazione triadica che collega la relazione di due soggetti (individuali o collettivi) entro un comune campo di interazioni significative. L'esercizio del potere può essere largamente implicito (evitando così di consumare risorse scarse come quelle di autorità), dal momento che entra in azione la percezione dei soggetti coinvolti nella relazione di potere attraverso il meccanismo delle reazioni previste. Questo meccanismo spiega la relativa stabilità del potere come pure le ragioni della sua conservazione. Nella sfera del potere politico, M. Weber (Economia e società, 1922, ed. it. 1962) ha chiaramente distinto le basi di legittimità del potere (e la sua connessa trasformazione in autorità) individuando tre tipi puri: il potere legale, il potere tradizionale, il potere carismatico. Il potere legale ha la sua fonte nella credenza della legittimità degli ordinamenti che stabiliscono ruolo e funzioni del potere (la legge alla quale sono sottoposti tanto i subordinati quanto i sovraordinati). Il potere tradizionale si fonda sulla credenza che sempre è stato così, che la tradizione del passato legittimi l'autorità del "signore" anche nel presente. Il potere carismatico ha origine nella dedizione alla persona, nella convizione che le sue capacità di azione futura ne legittimino l'esercizio del potere.
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