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Pirenne, Henri
(Verviers 1862 - Uccle 1935). Storico belga. Fra i più celebri del Novecento
europeo, compì i suoi studi a Liegi, poi a Parigi e in Germania, dove
entrò in contatto con G. Schmoller e K. Lamprecht. Professore a Gand dal
1886 al 1930, godette di grande prestigio soprattutto negli anni del primo
dopoguerra, esercitando una certa influenza sull'organizzazione internazionale
della ricerca e anche sui nuovi orientamenti storiografici, come mostra
il suo rapporto con M. Bloch e L. Febvre. Studioso di storia urbana, ricostruì
la storia istituzionale e sociale delle città dell'Europa continentale
nel Medioevo a partire dalla rinascita della vita economica e commerciale
in una serie di ricerche monografiche poi riprese nel tentativo di sintesi
Le città del Medioevo. Impegnatosi, su indicazione di Lamprecht, in una
Histoire de Belgique, in sette volumi, composta nell'arco di più
di un trentennio (1900-1931), Pirenne adottò come criterio direttivo per
la stesura di una storia nazionale in assenza di unità politica, etnica,
linguistica, quello dell'unità della vita sociale, distanziandosi tuttavia
gradualmente, anche in seguito alle vicende belliche che lo videro deportato
dai tedeschi, dall'originaria impostazione lamprechtiana. Autore di una
Storia d'Europa dalle invasioni al XVI secolo (1936, ed. it. 1956)
scritta in prigionia e pubblicata postuma, testimonianza fra le altre
del suo gusto per le grandi sintesi, Pirenne è particolarmente noto per
la tesi esposta nella sua ultima opera (anche se già in precedenza abbozzata)
Maometto e Carlomagno.
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