Pirenne, H., Maometto e Carlomagno

(Laterza, Bari 1939 – Mahomet et Charlemagne, Bruxelles 1937). Uscita postuma, è l'opera più nota dello studioso, e contiene quella che è comunemente nota come tesi pirenniana. Alla ricerca delle origini dell'Europa, l'autore ritiene che le invasioni germaniche non abbiano posto fine all'unità mediterranea e ai caratteri essenziali del mondo antico: l'oriente restò il fattore fecondante della civiltà europea fino allo sviluppo della potenza islamica, che provocò la rottura dell'unità europea e l'isolamento dell'Europa occidentale, ridottasi a una civiltà prettamente rurale, con uno spostamento del centro di gravità dalle regioni mediterranee a quelle settentrionali. Le posizioni di Pirenne furono profondamente discusse negli anni successivi, non solo per smentire la sua valutazione complessiva degli effetti delle invasioni germaniche e islamiche, ma anche per sottolineare il difetto metodologico della sua opera, che si basa quasi esclusivamente su fattori esterni per spiegare i mutamenti interni dell'Europa occidentale. Le tesi di Pirenne, seppur ampiamente e rapidamente superate, hanno costituito per i decenni successivi il costante punto di partenza per ogni discussione sui commerci e le comunicazioni nel Mediterraneo altomedievale.