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mafia
C'è un nesso molto stretto fra la sensibilità crescente, nei primi decenni
italiani postunitari, verso il fenomeno mafioso e la sua successiva identificazione
in quanto problema storiografico. Infatti la mafia come fenomeno criminale,
di intermediazioneeconomica e di controllo del territorio e della società
civile, realizzato grazie a un rapporto privilegiato con il potere politico,
si manifesta solo all'indomani dall'unità d'Italia. La ricca storiografia
sulla mafia, che, intesa in senso proprio, fa le sue prime prove negli
anni Sessanta in concomitanza con i lavori della prima Commissione antimafia,
ha dunque dovuto affrontare, insieme con l'arduo problema di definire
e delimitare il proprio oggetto, le scansioni del fenomeno attraverso
il successivo diversificarsi e ampliarsi degli interessi mafiosi, da quelli
originari (terre e pascoli) sino alla più recente realtà di Cosa nostra,
nella sua duplice fisionomia di antistato e di società per azioni
criminale multinazionale. Su questa strada (e tralasciando qui una ben
più ricca produzione letteraria o pubblicistica, che comprende nomi come
quelli di M. Pantaleone e L. Sciascia) si sono posti dapprima storici
come S. Romano e F. Brancato, antropologi e sociologi come A. Blok, H.
Hess, P. Arlacchi e N. Dalla Chiesa. Punti di riferimento sicuri, in primo
luogo per gli storici, sono stati gli articoli, le relazioni, le monografie
di coloro (uomini politici, viaggiatori, etnologi, pubblici funzionari)
che hanno assistito al manifestarsi del fenomeno mafioso dall'unità d'Italia
in poi (e, in taluni casi, l'hanno combattuto): P. Villari, L. Franchetti,
G. Pitrè, G. Alongi, C. Mori e molti altri. La storiografia più recente,
legata in parte alla rivista "Meridiana", ha scavato più a fondo nella
documentazione poliziesca e giudiziaria, per ricostruire, avvalendosi
anche dell'approccio antropologico (P. Pezzino), origini, fatti, storie
di uomini all'interno di un'organizzazione: in altre parole, per giungere
a fare la storia della mafia in quanto aspetto specifico, e non più indeterminato,
della realtà siciliana e italiana (S. Lupo). Accanto a questi studiosi
ne vanno ricordati altri, che si sono dedicati ad aspetti e momenti specifici
della storia della mafia come il periodo fascista (C. Duggan) o gli anni
dal secondo dopoguerra, segnati dall'intreccio fra mafia, politica e affari
(N. Tranfaglia).
• P. Pezzino, Una certa reciprocità di favori. Mafia e modernizzazione
violenta nella Sicilia postunitaria, Franco Angeli, Milano 1990; N.
Tranfaglia, Mafia, politica e affari. 1943-1991, Laterza, Roma-Bari
1992; S. Lupo, Storia della mafia dalle origini ai giorni nostri,
Donzelli, Roma 1993.
A. Preti
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