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liberale, storiografia
Per storiografia liberale si intende quella scuola storica che
si affermò in Francia e in Gran Bretagna nella prima metà del XIX secolo
contemporaneamente alla diffusione degli ideali liberali e alla nascita
di regimi politici costituzionali. Il fatto che in questi paesi fosse
già stata raggiunta l'unificazione nazionale fece sì che l'opera di questi
storici si distinguesse da quella sviluppatasi nel medesimo periodo in
Germania, dove molti studiosi (J.C. Droysen, H. van Treitschke ecc.) videro
nella storia proprio uno dei tramiti per affermare la loro aspirazione
al raggiungimento dell'unità nazionale tedesca. Il maggior rappresentante
del nucleo originario francese fu F.P. Guizot, che con la sua Histoire
de la Révolution d'Angleterre (1816-1827) esaltò il sistema rappresentativo
inglese e criticò gli errori del giacobinismo francese. Analoga simpatia
per il modello istituzionale britannico mostrarono gli storici A. Thierry,
A. Thiers e F.A. Mignet, che condivisero con Guizot il recupero di elementi
razionalistici del Settecento e la fiducia nelle capacità direttive della
borghesia da poco ascesa al potere. Più tardi furono per molti versi ascrivibili
al filone liberale anche J. Michelet, A. de Tocqueville e N.D.Fustel de
Coulanges, che però si aprirono maggiormente all'influenza delle idee
democratiche e introdussero nelle loro opere (specialmente Michelet) una
più spiccata sensibilità per i problemi sociali e per la storia delle
classi popolari. In particolare Tocqueville rinnovò la storia costituzionale,
rivolgendo la propria attenzione sia al modello americano sia alla struttura
dell'ancien régime. In Gran Bretagna il più noto esponente di questa
corrente storiografica, in parte anticipata dall'opera di T. Carlyle,
fu T.D. Macaulay, che nella sua History of England from the Accession
of James II (1849-1861) celebrò il regime liberale e la politica della
riforma adottata dai whigs. Sulla sua scia si pose in quegli stessi
anni G. Grote, autore di un'importante History of Greece (1846-1856),
mentre nel XX secolo questa tradizione di studi fu raccolta soprattutto
da G.M. Trevelyan e L.B. Namier. In Italia il fondatore della storiografia
liberale fu B. Croce, che nella sua Storia d'Europa del secolo XIX
(1932) definì significativamente la storia come «opera e attualità
dello spirito, e, poiché spirito è libertà, opera della libertà».
Tentando di unificare filosofia e storia entro il quadro di un sistema
neoidealistico Croce inaugurò una nuova storiografia, definita etico-politica,
ai cui valori si richiamarono alcuni dei maggiori storici italiani del
XX secolo, da F. Chabod a W. Maturi, da A. Omodeo a R. Romeo.
• E. Fueter, Storia della storiografia moderna, Ricciardi, Milano-Napoli
1970; G.P. Cooch, History and Historians in the Nineteenth Century,
Longman, Londra 1961; B. Croce, Teoria e storia della storiografia,
Laterza, Bari 1917; G. Lefebvre, La storiografia moderna, Mondadori,
Milano 1973.
F. Conti
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