Le Goff, J., Tempo della chiesa e tempo del mercante

(Einaudi, Torino 1977). Raccolta di quindici saggi scritti tra il 1956 e il 1976. Attraverso l'analisi delle figure di contadini e artigiani, chierici e prostitute, mercanti e universitari, Le Goff si propone di studiare, nel Medioevo "dalla lunga durata", le nozioni del lavoro e del tempo, di cui segue le trasformazioni ideologiche nelle concrete condizioni sociali in cui si sviluppano. Sono messe in luce l'evoluzione dal lavoro come penitenza (nella Bibbia e nell'alto Medioevo) al lavoro riabilitato, che alla fine diventa strumento di salvezza, e la conseguente scissione, avvenut a partire dal XIII secolo, tra il lavoro manuale, sempre più disprezzato, e il lavoro intellettuale. Per quello che riguarda il tempo l'autore ricerca chi (e come), nella società medievale in trasformazione, ne dominasse le nuove forme: nei saggi sono analizzati il movimento teologico e intellettuale del periodo studiato e, collegate a esso, le nuove forme di appropriazione del tempo rese manifeste dagli orologi pubblici, dalla divisione del giorno in ventiquattro ore e dall'uso dell'orologio personale. Le Goff ritrova così, nel cuore della crisi del XIV secolo, una stretta connessione tra tempo e lavoro: appunto il «tempo del lavoro».