ideologia

Termine di grande ambiguità che, perso rapidamente il primitivo significato filosofico di analisi scientifica (non metafisica) del pensiero, delle idee e degli stati dell'anima, definisce piuttosto quel complesso di argomentazioni, giudizi e valori che in vario modo servono a esprimere o a giustificare interessi di gruppi o classi particolari. È K. Marx che insieme a F. Engels approfondisce questa interpretazione ne L'ideologia tedesca (1845-1846), un'interpretazione di grande successo, che ancora oggi è assolutamente dominante. L'ideologia non è che l'espressione ideale di determinati rapporti materiali: con essa si presenta e rappresenta (e in questo gli intellettuali giocano un ruolo di primo piano) l'interesse dalla classe dominante come interesse comune di tutti i membri della società, dando alle sue idee la forma dell'universalità. Progressivamente l'ideologia si rende indipendente dai rapporti materiali e di classe che l'hanno originata, ponendosi rispetto ai membri della società come norma di orientamento culturale e di condotta, come strumento materiale e morale di dominio su di essi. Nel pensiero marxista successivo e in particolare con N. Lenin eG. Lukács il concetto di ideologia venne esteso a definire anche la rappresentazione della società e del suo movimento storico da parte delle classi dominate, e in particolare del proletariato, per la sua stessa posizione portatore di un'ideologia scientifica. Negli elitisti italiani e in particolare in V. Pareto (Trattato di sociologia generale, 1923) essa diventa lo strumento fondamentale di manipolazione (e di automanipolazione) che le classi politiche usano per illudere sé stesse e gli altri, una razionalizzazione del proprio potere di fatto: ed è in questo senso che continua a essere considerata dalla sociologia politica contemporanea. È con K. Mannheim (Ideologia e utopia, 1929, ed. it. 1957) invece, che lo studio dell'ideologia comincia a essere affrontato con gli strumenti propri della sociologia della conoscenza, penetrando nella visione del mondo del portatore di ideologia e mostrando come il suo pensiero e il suo stesso apparato concettuale siano in funzione della posizione sociale ricoperta, e infine dimostrando come esista una stretta corrispondenza tra il tipo di ideologia e le caratteristiche sociologiche del gruppo che la esprime e se ne fa portatore. Va ricordato in ultimo il senso più neutro di ideologia come complesso di idee, credenze e valori sull'uomo e sulla società, che caratterizza società, comunità o gruppi sociali particolari: una definizione che presenta però rischiosi problemi di sovrapposizione con altre categorie, in particolare con quella di cultura.

P. Giovannini