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Huizinga, Johan
(Groninga 1872 - De Steeg 1945). Storico olandese. Docente presso le università
di Groninga e di Leida, si avvalse di una formazione culturale multiforme
per impostare i propri studi sul tardo Medioevo e il Rinascimento. Una
prima fase delle sue ricerche fu dedicata prevalentemente al tema della
formazione della coscienza nazionale olandese: grazie a questi studi egli
arrivò, ben prima del suo Autunno del Medioevo, a giudicare
l'ideale cavalleresco tardomedievale come l'elemento caratterizzante di
un'intera epoca. Gli sviluppi successivi della sua attività di ricerca
lo indussero a tralasciare la storia politica, che egli riteneva guidata
in gran parte dalla casualità, a favore della Kulturgeschichte,
ovvero della storia della cultura come storia non delle idee, ma delle
forme di civiltà. La sua riflessione trovò espressione in uno dei saggi
più famosi, Homo ludens (1938, ed. it. 1946): Huizinga rinuncia
qui a ogni idea di sviluppo storico e introduce un'idea di cultura come
complesso di fenomeni sociali, utilizzando inoltre la categoria delle
invarianti culturali, cioè degli elementi fondamentali della civiltà
che si trasmettono di epoca in epoca prescindendo dai mutamenti culturali
più superficiali. Il suo limite in questa operazione può essere visto
non tanto nella scelta, che pure gli è stata rimproverata, di descrivere
dei come senza analizzarne i perché, ma piuttosto nel fatto
di non aver delineato una morfologia con rigorosa coscienza metodologica
e di avere quindi reso la sua opera, secondo il giudizio di U. Eco, un
affresco, non una struttura che ostenti le proprie interconnessioni. Huizinga
non respinse i progressi metodologici ottocenteschi, ma rifiutò l'illusione
di poter giungere a una conoscenza esatta di tutti gli avvenimenti e di
poter definire delle leggi storiche. Nell'immediato dopoguerra fu molto
apprezzato per la levatura morale, che si espresse anche nella resistenza
all'occupazione tedesca, ma non ricevette consensi sul piano della teoria
storica in cui esprimeva una netta opposizione alla concezione idealistica
dominante. Più recentemente, per quanto diverse sue posizioni storiche
siano apparse superate, gli si è riconosciuto il merito non irrilevante
di aver introdotto e diffuso nuove concezioni negli studi storici.
• O. Capitani, Medioevo passato prossimo, Il Mulino, Bologna 1979;
U. Eco, "Homo ludens" oggi, in J. Huizinga, Homo ludens,
Einaudi, Torino 1973.
L. Provero
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