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consenso, scuola del
Corrente storiografica sviluppatasi negli Stati uniti dopo la seconda
guerra mondiale e culturalmente egemone per tutti gli anni Cinquanta.
Gli esponenti più rappresentativi furono D.J. Boorstin, L. Hartz, R. Hofstadter
e D. Potter. Fortemente ispirati dalla tensione contemporanea a costruire
un paradigma storico alternativo a quello della storiografia progressista
e a individuare un modello di società democratica contrapposto al totalitarismo,
questi storici rivisitarono l'intera storia della nazione, fin dall'epoca
coloniale, all'insegna di una sostanziale omogeneità politica, sociale
e culturale del popolo americano intorno ai valori del liberalismo, del
pragmatismo e dell'individualismo acquisitivo. La loro visione sottolineava
ed esaltava l'eccezionalismo di un'esperienza storica segnata innanzitutto
dall'assenza delle tradizioni autoritarie e classiste europee, e quindi
di laceranti conflitti tra gruppi sociali e utopie politico-ideologiche
contrapposte. Nei decenni successivi tutti i capisaldi della cultura del
consenso sono stati radicalmente criticati e largamente sostituiti, nella
professione storica, da approcci multiculturali che enfatizzano le divisioni
e le differenziazioni che hanno plasmato l'esperienza storica del paese.
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