commercio

L'insieme delle operazioni dello scambio di merci compiute tramite la moneta. Benché si tratti di una forma di circolazione assai antica, il commercio ha svolto a lungo nella storia economica una funzione tutto sommato limitata. Fino a un'età relativamente recente solo una percentuale assai ridotta di quanto veniva prodotto entrava nei circuiti commerciali e, di questa percentuale, una quota minima raggiungeva località distanti. Le ragioni di ciò si devono ascrivere a una serie di fattori: la larga presenza di un'economia agraria basata sulla sussistenza, il numero esiguo di compratori e il loro basso potere d'acquisto, gli ostacoli di natura giuridica e culturale, i radicati pregiudizi nei confronti della figura e del ruolo del mercante, la scarsità di vie di comunicazione ecc. Tale situazione cambiò solo a partire dall'Ottocento. Il commercio ha costituito, dunque, per gran parte della storia, un'esile rete su un supporto di economia agraria. Nonostante ciò, gli storici hanno dedicato sia al commercio, sia ai mercanti un'attenzione particolarmente ampia, senza rapporto con l'incidenza limitata da essi effettivamente esercitata nella vita economica. Ciò è dipeso in buona parte dalla considerazione circa il ruolo propulsore che il commercio esercita nell'economia (promuovendo la divisione del lavoro, l'affermazione di nuovi valori e la formazione di capitali) e anche dal fatto che il commercio tramite moneta lascia numerose tracce nella documentazione scritta, favorendone la sopravvalutazione. Vedi anche circolazione e commercio internazionale.