COLONIALISMO ITALIANO


colonialismo italiano

Pur nella sua peculiarità, il colonialismo italiano è un fenomeno storico assimilabile a quelli delle grandi e medie potenze europee e a quello degli Stati uniti e del Giappone, figli dell'età dell'imperialismo. Esso si presenta come essenzialmente politico, nel senso che tra i diversi fattori (economico, culturale, sociale ecc.) che contribuirono a determinarlo, l'elemento politico ha una parte preminente.

STORIOGRAFIA DEL PERIODO COLONIALE. L'espansione coloniale italiana è stata per lo più concepita dalla storiografia dell'età contemporanea come un'appendice della politica estera e della politica militare dei governi; essa è stata quindi scarsamente studiata come un fenomeno che, pur partecipando ad altri aspetti della vita normale ed essendo a essi fortemente connesso, ha una sua propria logica e una sua sfera di autonomia. Gli studiosi e gli storici più avveduti del colonialismo in età coloniale ne erano consapevoli: così G. Colonna di Cesarò (Le colonie, 1915); G. Mondaini (Manuale di storia e legislazione coloniale del Regno d'Italia, parte I, Storia coloniale, 1927); A. Gaibi (Manuale di storia politico-militare delle colonie italiane, 1928); R. Sertoli Salis (Storia e politica coloniale italiana 1865-1935, 1936); R. Ciasca (Storia coloniale dell'Italia contemporanea, seconda ed. riveduta e ampliata 1940). In queste opere c'è una considerazione del fenomeno coloniale in sé e, in modo diverso, delle colonie e dell'Africa coloniale. La storiografia del periodo coloniale concepì l'espansionismo imperialistico come una necessaria fase successiva all'unità e all'indipendenza dell'Italia, vuoi come compimento nazionale vuoi come una presenza internazionale obbligata. C'è una differenza però tra la produzione storiografica del periodo liberale e quella del periodo fascista, che tende a enfatizzare il ruolo di Mussolini e la politica e le realizzazioni africane del fascismo (R. Sertoli Salis) e talvolta è storiografia militante (C. Giglio, La confraternita senussita dalle origini a oggi, 1932).

STORIOGRAFIA POSTCOLONIALE. Nel secondo dopoguerra c'è un abbandono sostanziale della storiografia coloniale dovuto alla sconfitta militare, alla perdita delle colonie e alla conseguente temperie dell'epoca. Eccezioni quelle di Giglio e C. Zaghi: il primo trova nella sua autentica vocazione storica la capacità di dare contributi utili e interessanti, ma rimane culturalmente segnato dalla passata esperienza coloniale (L'impresa di Massaua 1884-1885, 1955; il tentativo di bilancio storico in Colonizzazione e decolonizzazione, 1965; L'articolo XVII del trattato di Uccialli, 1967); Zaghi è autore di una puntuale ricostruzione della politica africana di P.S. Mancini (P.S. Mancini, l'Africa e il problema del Mediterraneo 1884-1885, 1955). R. Battaglia con La prima guerra d'Africa (1958) rappresentò una novità operando, da studioso marxista, una rottura nella visione del fenomeno coloniale italiano nella fase ottocentesca. Il libro, di alta qualità letteraria, pur risentendo di un'ideologia di riferimento ed essendo tutto fondato su documentazione edita, fu importante per la riflessione degli studiosi. Un altro volume, di R. Rainero, recò un contributo significativo alla storia della colonizzazione in Eritrea nel secolo scorso (I primi tentativi di colonizzazione operaia e di popolamento in Eritrea 1890-1895, 1960). Unica opera generale d'insieme sull'espansione coloniale italiana, L'imperialismo coloniale italiano dal 1870 ai giorni nostri (1968, ed. it. 1976) di J.L. Miège, è una sorta di manuale molto più attento all'aspetto nazionale e internazionale che non a quello africano, di visione storica modesta. Un tentativo di portare il dibattito e la ricerca storica alla sua concretezza e alla sua specificità è dovuto a L. Goglia e F. Grassi, che in un volume antologico (Il colonialismo italiano da Adua all'Impero, 1981, con una edizione ampliata nel 1993) così scrivevano: «Da questo studio crediamo risolti con molta evidenza l'importanza che l'imperialismo coloniale italiano, nelle sue peculiarità rispetto ad analoghi fenomeni di altri paesi, ha avuto nella storia dello stato unitario, ben al di là delle opposte tesi di chi ha cercato di liquidarlo superficialmente come "imperialismo straccione", e cioè troppo povero o troppo debole per essere preso sul serio, e di chi, con uguale superficialità, lo ha esaltato trionfalmente come imperialismo civilizzatore, come costruttore di strade e benefattore». In particolare essi individuavano nella storia coloniale una svolta, quella fascista, che con l'assunzione della legislazione razzista divenne una rottura. Il razzismo coloniale fascista è ripreso da Goglia (Note sul razzismo coloniale fascista, in "Storia contemporanea", 1988; Sul razzismo coloniale italiano, in "Materiali di lavoro", 1991-1992). Negli ultimi due decenni del Novecento gli storici africanisti italiani in numero sempre maggiore hanno ripreso a occuparsi dell'Africa coloniale italiana partendo da un bagaglio di conoscenza africana insostituibile. S. Bono (Morire per questi deserti. Lettere di soldati italiani dal fronte libico 1911-1912, 1992); G.P. Calchi Novati (Il passaggio dell'Oltre Giuba all'Italia, 1986; Fra Mediterraneo e il Mar Rosso. Momenti di politica italiana in Africa attraverso il colonialismo, 1992); T. Filesi (L'Italia e la conferenza di Berlino 1882-1885, 1985); M. Lenci (Eritrea e Yemen. Tensioni italo-turche nel Mar Rosso 1885-1911, 1990); G. Rossi (L'Africa italiana verso l'indipendenza 1941-1949, 1980); C. Zaghi (L'Africa nella coscienza europea e l'imperialismo italiano, 1973; I russi in Etiopia, vol. I, Il protettorato italiano nell'Etiopia, vol. II, Menelik e la battaglia di Adua, 1972-1973). Un'opera d'insieme sull'espansione italiana è stata scritta da A. Del Boca sull'Africa orientale (Gli italiani in Africa orientale, quattro volumi, 1976-1984) e sulla Libia (Gli italiani in Libia, 1986-1988). Altri contributi sono venuti da C. Filesi e I. Taddia. Di grande interesse per la storia coloniale è il volume di Renzo De Felice Ebrei in un paese arabo. Gli ebrei nella Libia contemporanea tra colonialismo, nazionalismo arabo e sionismo 1835-1970 (1978). C. Marongiu Buonaiuti ha ricostituito la politica religiosa nelle colonie italiane in Politica e religioni nel colonialismo italiano 1882-1941 (1982). Per alcuni aspetti militari coloniali G. Rochat ha raccolto in volume i suoi saggi (Guerre italiane in Libia e in Etiopia. Studi militari 1921-1939, 1991).

L. Goglia