città contemporanea

La città contemporanea nasce con la rivoluzione industriale e, dalla fine del XIX secolo, assume sempre più dimensione metropolitana: l'intero universo urbano nel XX secolo appare dominato dalla forma metropoli. Dalla gran quantità di studi sull'argomento emergono tre differenti chiavi di lettura: la prima analizza la metropoli come luogo della produzione; la seconda ne sottolinea l'aspetto di oggetto di produzione; infine la terza tende a rappresentarla come fatto sociale globale. Il primo gruppo di riflessioni, proprie del pensiero politico-filosofico, sia liberale sia marxista, muove dalle analisi di K. Marx, F. Engels e M. Weber sul passaggio dalla città precapitalistica a quella capitalistica industriale. La metropoli viene letta come la forma generale assunta dal processo di razionalizzazione dei rapporti economici e sociali. Il secondo, che viene sviluppato in particolar modo negli studi di storia urbana e di urbanistica, pone al centro i processi di formazione (e di trasformazione) delle grandi metropoli a partire dalla fine del XIX secolo. Il terzo, infine, dapprima tipico dell'approccio sociologico, è divenuto poi il punto di partenza per tutti gli studi sulla forma urbana. Le intuizioni di alcuni intellettuali che, all'inizio del Novecento, colsero con lucido anticipo le caratteristiche fondamentali della realtà metropolitana (G. Simmel e W. Benjamin) furono riprese e articolate nell'ambito degli studi sociologici con le riflessioni della scuola di Chicago negli anni Venti (R.E. Park, E.W. Burgess, R.D. McKenzie, L. Wirth). Ma proprio nella situazione americana, dove la forma metropoli per la sua diffusione sembra acquistare un valore normativo nel quadro dell'esperienza urbana del XX secolo, la storiografia mostra i suoi ritardi e i suoi limiti più evidenti. Solamente a partire dalla metà degli anni Sessanta si sviluppò negli Usa la New urban history, come settore di punta nell'ambito della storia sociale. In questi studi la città è il contesto nel quale si sviluppano alcuni processi sociali ed economici, in particolar modo quelli di mobilità sociale, analizzati con l'ausilio di tecniche quantitative. Parallelamente assume grande sviluppo lo studio dei gruppi etnici in cui si articola il tessuto sociale della metropoli, delle loro culture e dei conflitti cui danno origine. Spazio considerevole viene infine assegnato alla storia del governo politico-amministrativo delle città. Trascurato, se non assente, resta tuttavia negli studi storici il rapporto tra sviluppo delle forme fisiche e vita degli uomini nelle megalopoli, che solo può rendere conto della miseria e della ricchezza della realtà metropolitana. Vedi anche urbana, storia.

• B. Benjamin, Parigi capitale del XIX secolo, Einaudi, Torino 1986; M. Berman, L'esperienza della modernità, Il Mulino, Bologna 1985; J. Gottman, Megalopoli, Einaudi, Torino 1970; G. Simmel, La metropoli e la vita mentale, in Città e analisi sociologica, a c. di G. Martinotti, Marsilio, Padova 1968; R.E. Park, E.W. Burgess, R.D. McKenzie, La città, Edizioni di Comunità, Milano 1967.

M. Grispigni