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borghesia
Concetto di difficile definizione unitaria (è sempre più comune l'uso
del plurale, borghesie). Derivante dalla radice tedesca burg
(cittadella fortificata, da cui trasse origine l'insediamento urbano medievale),
il termine fu riferito dapprima agli abitanti delle città medievali e
soprattutto ai mercanti che godevano di privilegi che garantivano le loro
persone e i loro beni. Nei secoli successivi il termine fu poco usato.
Venne impiegato di nuovo nella Francia prerivoluzionaria per indicare
i gruppi più ricchi e più istruiti del Terzo stato, che tendevano a definirsi
in opposizione alla nobiltà.
UN TERMINE AMBIGUO. Solo a partire dal XIX secolo, il "secolo borghese",
il termine trovò largo impiego nella ricostruzione storica retrospettiva,
attribuito a gruppi diversi che sembrano avere in comune l'attività di
intermediazione, intesa in senso lato, e che per comportamenti economici,
sociali e politici si staccano nettamente dal "vecchio ordine". Il concetto
non acquistò una più chiara definizione neanche in riferimento ai processi
in corso nel XIX secolo, tanto da risultare sovente approssimativo e precisato
solo dal riferimento ad altri gruppi sociali, l'aristocrazia da un lato,
i lavoratori manuali dall'altro. Una conferma indiretta dell'indefinitezza
del concetto di borghesia è il fatto che alcune lingue non hanno un preciso
equivalente del termine (l'inglese, per esempio, accanto al francese bourgeoisie
usa significativamente il termine middle class, classe media).
Perciò non solo è necessario analizzare la categoria di borghesia dai
differenti punti di vista (economia, politica, sociologia) e porre molta
attenzione ai contesti spaziali e temporali ai quali si fa riferimento,
ma è indispensabile aggettivarla (alta, media, piccola). La gerarchizzazione
verticale inoltre rinvia a una visione rigida delle classi il cui parametro
di definizione, d'ascendenza marxiana, sarebbe il possesso dei mezzi di
produzione, dall'alto della borghesia imprenditoriale al basso della piccola
borghesia tradizionale degli artigiani e dei contadini indipendenti.
L'INGRESSO NELLA STORIOGRAFIA. Solo nel XIX secolo la borghesia assunse
un ruolo di oggetto storiografico: infatti la storiografia liberale e
poi quella positivista, soprattutto in Francia, di fronte al problema
delle cause della rivoluzione del 1789 cominciarono ad attribuire alla
borghesia un ruolo fondamentale nella lotta contro il privilegio e il
potere assoluto. Ma soprattutto nel Novecento, in particolar modo dal
versante marxista, si è insistito sul ruolo storico della borghesia, strettamente
legato al processo di sviluppo capitalistico. Questa sarebbe stata classe
rivoluzionaria già durante le rivoluzioni inglesi del 1640-1649 e del
1688-1689 e poi ancora, dalla fine del Settecento alla metà del secolo
successivo, nelle "rivoluzioni borghesi" che avrebbero avuto il loro epicentro
nella rivoluzione borghese per eccellenza, quella francese del 1789. In
questa prospettiva, al contempo ideologica e storiografica, le rivoluzioni
del 1848 segnerebbero il ripiegamento conservatore della borghesia, minacciata
dall'emergere del proletariato di fabbrica e dalle correnti politiche
democratico-radicali. Questa lettura del processo storico è stata negli
ultimi anni sottoposta a severa critica, in particolare per quanto riguarda
la Rivoluzione francese. Non sarebbe stata la borghesia mercantile e imprenditoriale,
peraltro debole in Francia, a ispirare e svolgere la rivoluzione, ma altri
gruppi sociali più "tradizionali". Analoga rilettura ha subito la rivoluzione
inglese del 1640. Questa revisione critica della vicenda della "borghesia
rivoluzionaria" si intreccia a un lavoro analitico che anche in altri
settori della ricerca ha portato a indagare le strutture interne della
borghesia tra Settecento e Ottocento. Negli ultimi anni la storiografia,
con un approccio che da un lato sottopone a revisione la teoria marxiana
delle classi e i modelli unilineari dello sviluppo economico e dall'altro
supera le costrizioni del modello idealtipico di W. Sombart e M. Weber
di un gruppo sociale mobile, dinamico, "progressivo" e persino rivoluzionario,
insiste molto sulle altre borghesie, quelle non imprenditoriali che proprio
la modernizzazione economica, sociale e istituzionale del "secolo borghese"
avrebbe fatto espandere. La crescita del terziario, l'infoltimento dei
ranghi della burocrazia, l'estendersi dell'istruzione dilatano il numero
degli impiegati pubblici (i "colletti bianchi"), dei dipendenti non operai
delle imprese private, degli insegnanti, che, nonostante il comune status
di lavoratori dipendenti, si distinguono nettamente dai lavoratori manuali
per consumi, modelli di vita, aspirazioni. Sfumate le rigidità degli idealtipi
e ridimensionata l'operatività dell'identificazione weberiana della borghesia
come classe "acquisitiva" opposta alla "classe possidente", la ricerca
storica non sembra più ossessionata dal problema della definizione, preferendo
verificarne sul campo le caratteristiche socio-professionali, i patrimoni,
i valori di riferimento, le funzioni, attraverso indagini quantitative
o attraverso l'esame delle reti di relazioni. Accanto al concetto di borghesia
come classe emerge tuttavia, soprattutto nella ricerca sociologica, una
versione del concetto di borghesia come "spirito", o "personalità spirituale"
che può oscillare dall'idealtipo sombartiano del borghese capitalista
demiurgo della "grande trasformazione" alle connotazioni negative che,
ancor prima che si affermassero movimenti e culture che del superamento
dell'egemonia della borghesia hanno fatto il punto centrale del loro programma,
caratterizzavano il borghese come un grottesco conformista.
• M. Messori, Borghesia, in Il mondo contemporaneo, a c.
di N. Tranfaglia, vol. IX, Politica e società, La Nuova Italia,
Firenze 1979; G. Papagno, Borghesi/borghesia, in Enciclopedia
Einaudi, Einaudi, Torino 1977; J. Kocka (a c. di), Borghesie europee
dell'Ottocento, Marsilio, Venezia 1989; A. Signorelli (a c. di), Borghesie
dell'Ottocento. Fonti, metodi e modelli per una storia sociale delle elites,
Siconia, Messina 1988.
S. Russo
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