RUSSIA, CAMPAGNE DI
Due tentativi di invasione della Russia europea, uno di Napoleone (1812) e l'altro di Hitler (1941-1943). Nel 1812 l'imperatore francese decise di eliminare l'ultimo ostacolo alla sua egemonia continentale: la Russia zarista. Con un esercito di 600.000 uomini, in gran parte truppe alleate, varcò in giugno il Njemen e cercò senza successo di impegnare l'avversario in uno scontro risolutivo. Le difficoltà logistiche, oltre alla terra bruciata che i russi lasciarono alle loro spalle, resero inutile la conquista di Mosca (settembre). L'inverno fece il resto, trasformando la ritirata francese in una rotta (vedi Beresina, passaggio della). Quando in dicembre Napoleone giunse a Vilna la sua armata era dissolta. Più di un secolo dopo fu Hitler a invadere la Russia (operazione Barbarossa, giugno 1941). Quella che doveva essere una guerra lampo si infranse però alle porte di Mosca. Di nuovo le condizioni ambientali e il carattere nazionale dato da Stalin alla resistenza sovietica furono determinanti. Le forze naziste non riuscirono a travolgere le difese avversarie e il loro ripiegamento, una volta iniziato (vedi Stalingrado, febbraio 1943), non si fermò fino alla caduta di Berlino (maggio 1945).