GIUSNATURALISMO
Dottrina filosofica e politica basata sul riconoscimento dell'esistenza di un diritto naturale e razionale universalmente valido, considerato il fondamento di ogni diritto civile. Già presente in embrione in molte dottrine filosofiche antiche o medievali che riconoscevano l'esistenza di un diritto di natura, il giusnaturalismo propriamente detto si affermò fra il XVI e XVIII secolo, parallelamente alla formazione degli stati moderni e al progressivo modificarsi dei rapporti fra suddito e sovrano. Suo presupposto è il riconoscimento dell'esistenza di uno stato di natura, reale o solo ipotizzato, dominato dalle leggi naturali, cui gli uomini avrebbero spontaneamente rinunciato attraverso un contratto sociale per dare vita a una società organizzata. Tale schema teorico (al quale facevano riferimento pensatori quali l'olandese Ugo Grozio, l'inglese Thomas Hobbes, lo svizzero Jean-Jacques Rousseau) svincolava l'autorità da qualsiasi investitura religiosa o sacrale, attribuendo al singolo individuo la possibilità di cedere in parte i propri diritti, in modo razionale e volontario, attraverso l'uso del contratto. A esso si ispirò, nel Settecento, il giurisdizionalismo.