EUROMISSILI
Missili nucleari statunitensi a medio raggio (Cruise e Pershing 2), dotati di una gittata compresa tra i 1.000 e i 5.000 km, esclusi dalle riduzioni degli armamenti negoziate nel quadro dei trattati Salt. In risposta al programma sovietico di ammodernamento del proprio arsenale di missili nucleari a medio raggio (1977), che prevedeva la sostituzione dei vecchi Ss 4 e Ss 5 con i moderni Ss 20 dotati di tre testate nucleari, nel 1979 un accordo Nato deliberò l'installazione di 108 missili Pershing 2 e 464 missili da crociera Cruise in basi militari americane situate in Gran Bretagna, Italia e Germania occidentale. L'installazione fu avviata nel 1983 tra le vivaci contestazioni dei movimenti pacifisti europei e la dura reazione dei sovietici, che per protesta abbandonarono i negoziati Start sugli armamenti in corso a Ginevra. Dal 1985 gli euromissili furono al centro di nuovi negoziati, conclusi dalla firma del trattato Inf (Intermediate Nuclear Force Treaty), siglato nel dicembre 1987 nel corso del summit di Washington tra R. Reagan e M. Gorbacëv. In base ai nuovi accordi, che fissarono per i missili strategici a medio raggio il principio della "riduzione simmetrica" sulla base di rigide procedure di controllo reciproco, l'Unione sovietica si impegnò a distruggere un numero di testate quattro volte superiore a quello degli Stati Uniti. La loro installazione fu una delle più schiaccianti pressioni esercitate dagli Usa sulla già debole economia sovietica, non in grado di tenere il passo nella corsa agli armamenti, e contribuì in modo determinante a provocare la crisi dell'Urss degli anni successivi.