RIFORMA GREGORIANA
(o Riforma della chiesa). Movimento riformatore interno alla Chiesa cattolica dell'XI secolo. La simonia, i patrimoni ecclesiastici, il matrimonio e il concubinato dei preti erano così diffusi che le austere arringhe dei religiosi più intransigenti trovarono ampi consensi fra gli strati popolari. Il movimento della riforma mirò alla moralizzazione del clero, a togliere all'impero il diritto di nominare i vertici della gerarchia ecclesiastica e alla trasformazione del papato in una monarchia, tale da permettere una più agevole riorganizzazione della chiesa. Le proteste e i fermenti di rinnovamento arrivarono soprattutto dai monaci che avevano subito l'influenza dell'abbazia di Cluny, che appoggiò il papato nella Riforma; in Italia si schierarono contro il clero corrotto Romualdo di Ravenna, fondatore dell'eremo di Camaldoli, e Giovanni Gualberto, fondatore dei vallombrosani, mentre in Lombardia si diffondeva il movimento della pataria. Di fronte a tutte queste richieste interne all'organismo ecclesiastico, il papato si impegnò in un'azione di riforma; in particolare tutta l'opera di Gregorio VII fu rivolta al risanamento del comportamento del clero e alla riorganizzazione del mondo ecclesiastico in un sistema monarchico di governo.