 |
 |
| |
|
|
 |
|
|
|
 |
| Heimat 3 - Cronaca di una svolta epocale |
 |
|
 |
|
Regia: Edgar Reitz
Produzione: Germania 2004
Interpreti:
Henry Arnold,
Christian Leonard,
Michael Kausch,
Salome Kammer
Durata:
sei episodi (101’, 96’, 119’, 126’, 100’, 110’)
Recensione di Michele Gottardi
La storia incomincia il 9 novembre 1989: mentre cade il Muro, due musicisti, il direttore Hermann Simon e la cantante Clarissa Lichtbau, un tempo amanti, si incontrano per caso in un albergo di Berlino Ovest, contagiati dall’euforia generale. Decidono di proseguire la loro relazione e tornare nella regione natale dei Simon, l’Hunsrück, a Schabbach, nella valle del Reno. È una nuova vita, quella delle loro famiglie, nella Germania di nuovo unita: Reitz che già aveva cantato l’epopea di una nazione e le sue tragedie nelle due precedenti Heimat della trilogia, qui si concentra sull’oggi, facendo i conti con le nuove minoranze, i popoli dell’Est e del Sud del mondo, ma anche con i tanti problemi di un nuovo stato che non è ancora una nazione unitaria. Schabbach diventa così un luogo dell’anima, luogo dell’Europa unita e dell’altra Europa, tenute assieme da una musica che ha funzione catartica, come la cultura e l’arte: anche grazie a esse Reitz immagina un’Heimat del terzo millennio, comune, sopranazionale, davvero europea, senza confini. |
|
|
|
|
 |
|
|
|
 |